Pensieri

Sono un "ragazzo" con qualche capello bianco sulle tempie, dico ragazzo perché la mia pittura mi permette di restare sempre nel mondo fantastico dell' infanzia, fatto di ragazzi che giocano, di angeli che volano, di fate , maghi, fantasmini e piccoli folletti. Sin da ragazzo ero solito disegnare scenette con molta facilità, e questa mia grande manualità e precisione mi ha permesso di intraprendere studi di materia tecnica (ma non artistica). La mia passione per l'arte è nata a poco a poco, quando andavo a vedere mostre di pittura, ed ero attratto dai colori forti e vivaci, e molto meno dagli altri. Un giorno, circa 25 anni fa , sono stato preso da un forte desiderio: trasportare sulla tela i miei ricordi, ed è a questo punto che sono diventato un pittore Naif. Non avendo nessuna esperienza pittorica i miei dipinti erano moto semplici e di facile lettura, con il tempo ho imparato ad usare e miscelare i colori cercando via via di ottenere il meglio. Oggi che è diventata una grande passione, mi sento un grande "narratore" di tele, per me è importante che chi si sofferma ad osservare un mio dipinto si faccia delle domande, non è importante che egli sia un bambino o una persona anziana, ma l' importante è la riflessione. Sicuramente le persone della mia età torneranno con la mente indietro nel tempo, quando si giocava nelle piazze o nelle strade perché non esistevano ne i Computer ne le Play-Station, mentre ai giovani di oggi vorrei lanciare un messaggio, a volte basta poco per essere felici…….. Credo fermamente nell'arte, in tutte le sue forme, come ad un linguaggio che bisognerebbe imparare, per poter capire quello che un' Opera d'arte ci vuole comunicare. Sono convinto che un'opera d'arte deve essere in grado di sostenere se stessa, senza "critica", molto spesso attorno ad esposizioni, mostre, e Opere, vi sono costellazioni di richiami critici, con parole e ricami dei più fantasiosi e coloriti, per questa ragione ritengo che un'Opera per essere Opera d'arte debba essere unica, e autonomamente importante in tutta la sua solitudine. Esiste una differenza sostanziale fra un pittore "accademico" ed un pittore Naif: il primo e' mosso da un fatto estetico e cromatico, dove egli, a seconda delle proprie conoscenze artistiche trasferisce sulla tela elementi e colori per puro senso estetico e di immagine; il secondo, è spinto da uno stato emotivo, e a seconda della propria manualità esprime con il proprio dipinto uno stato d'animo che vive o che ha vissuto. I miei dipinti sono i miei ricordi, quando non si avevano molti soldi a disposizione, ma si poteva essere felici con poco, anche se per giocare bisognava inventarsi e costruirsi i giocattoli. La fonte fondamentale per la mia ispirazione è la mia infanzia, mi basta ripercorrere le tappe con la mente, e quando i ricordi iniziano ad affiorare la mia mano li trasferisce sulla tela fondendoli con la realtà. Ogni mia Opera è unica: un ricordo d'infanzia combinato con la realtà odierna. Non sono solito avere un modello da seguire, tantomeno un artista da emulare,ma i miei modelli affiorano spontanei dal mio più profondo e intimo inconscio. Molto spesso dipingo la gente comune, scene di tutti i giorni, dove ogni momento e ogni circostanza può essere un grande evento. Queste scene le pongo in un luogo che non è necessariamente un luogo dove io ho vissuto, ma un contesto che mi richiama alla mente un ricordo, un'azione o un momento che ho vissuto tanti anni prima.