CRITICHE

Una luce così particolare.....

Dalle sue prime Opere (1978), Zoppi trasfigura la realtà realizzando dipinti a fantasia sciolta: angioletti svolazzanti in aria, bambini trasportati da palloncini colorati, ecc. Dal 1985 sembra tornare un po' per terra, e mescola temi politici ed ecologici ai sui paesaggi fantastici. Dal 1992, i ricordi d'infanzia hanno la sua predilezione: riproduce i giochi di un tempo impregnando queste scene di tutta la magia e la sensibilità proprie della prima giovinezza, inserendole nei paesaggi campagnoli o urbani fino nei minimi dettagli. Ma ciò che da un tocco a questo "primitivo-moderno" eccezionale, è il suo trattamento particolare della luce : conferisce ai sui dipinti una strana atmosfera collocando delle scene vive, estremamente colorate su un fondo spesso monocromo scuro, o bianco quando si tratta di un campo innevato. Dal contrasto così ottenuto nasce una vibrazione, perfino un tremore,che sono i marchi della pittura di Giuliano Zoppi, rendendola riconoscibile tra tutte.

Lia Kasper
(Direttrice Galleria Kasper MORGES - Svizzera)


La magia del quotidiano.

Il suo mondo creativo prende l'avvio dalla realtà indagata con occhio attento ad ogni minimo particolare , mentre il pennello la viene ricostruendo come spazio fantastico di eventi sospesi nella magia del quotidiano, disponibili ad ogni miracolo che si avverte stia per accadere e tutto possa cambiare.

M. Dall'Acqua
(Critico d'Arte - Parma)


Giuliano Zoppi, il "vedutista".

Ci tiene a precisare di essere "un naif di città", ben diverso da un naif di campagna,naturalmente portato a rappresentare idilliaci scorci agresti.Mentre lui punta la sua attenzione sul paesaggio urbano. Si potrebbe definire un "vedutista" con intelaiatura prospettica in piena regola su uno scenario di realtà quale potrebbe essere la piazza dei Miracoli a Pisa, la piazza del Battistero a Parma o l'ex Convento Buris Lodigiani a Luzzara. Sovrappone uno scenario di fantasia giocato sulla partecipazione di una folla variopinta che agisce e recita come su di un palcoscenico.

Alfredo Gianolio
(Critico d'Arte - Reggio Emilia)


Quando il naif diventa battito di gioia.

Ecco un artista il cui linguaggio è fortemente organico e suggestivo. Zoppi, che ha ottenuto validi riconoscimenti in tutta Italia ed all'estero, e di cui hanno parlato critici famosi sia italiani che stranieri, è un autentico "raccontatore" (parola più pura, emozionale, rispetto a "narratore" che appare quasi snob e un tantino più sterile in questo caso) di storie che emanano la luce alchemica della spensierata fanciullezza vissuta tra sentimenti di vera fratellanza ed amicizia. Attraverso lo srotolarsi di queste pagine pittoriche ci si specchia in una realtà costituita da un morbido desiderio di evasione. Infatti, forte delle sue dolcezze cromatiche egli si esprime con grande maestria dando corpo a messaggi fiabeschi che indorano di spunti luminosi il nostro banale passaggio terreno. La sua è una pittura che non vuole lasciarci indifferenti, tutt'altro, essa vuole coinvolgerci e stringerci nel grande abbraccio latteo di certe notti morbide illuminate da milioni di stelle. Ci troviamo dinanzi ad un pittore che pur partendo dalla realtà ed incistandosi dentro alle sue opere, riesce a realizzare trasformazioni demiurgiche con le quali ci accoglie e ci stupisce. Zoppi possiede una grande forza evocativa chiaroscurale supportata anche dai microscopici strumenti che utilizza, e che conferiscono alle sue opere il tocco minuzioso di autentici gioielli d'arte visiva. Egli rivolge il suo messaggio pittorico alle più svariate sfere di comprensione. Temi caldi, sognanti e angeli spensierati che mandano lampi infiniti per sorprenderci e farci fantasticare sulla favola della vita in un mondo sempre più preda dalla fretta e dei giochi di potere che prosciugano l'anima.

Monica Borettini
(Poetessa-Scrittrice - Parma)


Introspettivo ed Immaginario …

Ho letto con attenzione il parere di famosi Critici che si sono interessati a Lui.
Tutti collimano in affermazioni univoche di indirizzo. Zoppi non è un generico, e nemmeno uno stratega. Dipinge a ragion veduta, sia che proietti lo sguardo sugli agglomerati urbani , sia quando evade in una sorta di surrealismo sequenziale .
Vedasi per esempio, L’Arca della Speranza e L’Arca della solidarietà .
Simboliche testimonianze del suo aperto pensiero. Al tempo stesso introspettivo ed immaginario. Di Lui mi affascina anche la coloristica efficace, incisiva, sempre pertinente al soggetto raccontato. Si, “raccontato” tra virgolette , come ben dice un suo affezionato mentore .



Giuseppe Casiraghi
(Critico d'Arte - Milano)


Tra fantasia e Realtà .

II pittore Giuliano Zoppi usa i pennelli così come un mago userebbe la propria bacchetta magica. Ricrea sulla tela scene idilliache prese a prestito dai ricordi della sua infanzia e le contorna di quei fantasmi benigni sempre presenti nel mondo dei bambini. Si definisce pittore "primitivo-moderno" e "narratore di tele" poiché in esse unisce ontogenesi e filogenesi del ricordo primordiale: l'infanzia dell'uomo e quella dell'umanità. Ogni dipinto pare raccontare una fiaba popolata da angeli alati, maghi e folletti; le radici della felicità sembrano assorbire la loro linfa vitale da un terreno senza tempo che del gioco e dell'innocenza ha fatto le proprie cifre distintive. II lato oscuro della vita è bandito dal mondo poetico di Zoppi che vuole illuminare di luce benigna i racconti di ogni giorno. La straordinarietà del quotidiano si svolge tra le forme precise di paesaggi reali che ospitano le mosse vive dei ricordi nel teatro dell'esistenza. Dai paesini che occhieggiano sulle rocce del mar ligure al castello di Torrechiara circondato di fantasmi burloni; dalle piazze di sassi incorniciate dalle case della bassa parmense ai monti innevati della vai Bavona infestati dal carnevale; ogni tela prende le mosse da un realismo che dona verosimiglianza ai paesaggi senza garantirne però un'appartenenza definitiva alla cartina geografica. II gioco di Zoppi consiste in questo costante oscillare e sconfinare tra fantasia e realtà, tra sogno e ricordo per camminare in equilibrio sul filo della creazione che attraversa l'abisso dei ricordi. Nella dimensione naif l'artista trova un'appartenenza nominale che non ne esaurisce l'opera per l'originalità e la precisa particolarità che essa racchiude. La prospettiva disegna le distanze che tuttavia non perdono alcun dettaglio nello spazio ma acquisiscono un'identità restituita solo dalla precisione dei pennelli "4 zeri". Le tegole dei tetti come le foglie degli alberi o i mattoni di una rocca rimangono vive nel dettaglio della forma e nell'immediatezza dei colori. Dallo sfondo le figure si stagliano decise nella loro brillantezza cromatica che le rende differenti e ben precisi tasselli di un unico grande mosaico narrante. I protagonisti dei lavori di Zoppi vivono in una conviviale dimensione sociale che li accomuna nelle attività di paesi e campagne, di feste e dì giochi. Malti sono fanciulli e tutti ugualmente volgono le spalle all'osservatore; gli sguardi rivolti altrove, fissano la scena di cui anche l'osservatore viene reso partecipe, accolto tra i piccoli personaggi dal berretto in testa. Così anche chi guarda porge le spalle al reale per tuffarsi da protagonista in un mondo fantastico che nella precisione delle sue forme e nella gioia dei suoi colori, rassicura ed assicura che è proprio tutto vero.


Maria Cristina Bonati
(Maestro di Musica- Scrittrice - Parma)


.......come un grande architetto .

Come tanti pittori, Giuliano Zoppi, tanto tempo fa si è assicurato un posto molto importante con i suoi dipinti. Dipinti dedicati a piazze strade, chiese sulle colline e castelli che dipinge come un grande architetto. Con tanta forza e grande estetica i suoi dipinti sono pieni di eventi. Dipinge la vita con i ragazzi nella natura, simpatiche maschere e dei postini in mezzo a gioiosi ragazzi. La bellezza dipinta nei suoi quadri evidenzia lacrime di persone sole, e angeli nella notte sotto il cielo stellato. Qualche volta lo attirano racconti biblici sui monti o in distese pianure. Incide nel legno il frutto proibito, e nel verde la mela rossa è simbolo del frutto proibito. Gli innamorati sotto l’albero sono l’unico simbolo di pace e amore. Il pittore Zoppi è molto severo sugli uomini d’oggi, che sono indifferenti alle catastrofi naturali. Il dipinto è dinamico, e qualche volta è anche duro con il colore verde nel cielo che dà al dipinto armonia e bellezza poetica .

Janez Gartnar
(Presidente Museo Likovnih Samorastnikov -Trebnje Slovenja)


le Opere di Giuliano Zoppi

Le Opere di questo artista sono caratterizzate da una grande e coinvolgente voglia di vivere. I colori della sua scena sono nitidi e splendenti e rendono chiaro tutto quel che illuminano. i suoi ragazzi corrono, si inseguono e si divertono su distese verdi di erba che sembrano trasmettere il profumo della natura pulita a chi guarda e resta ammirato da tanta felicità. Persino le nubi, bianche, non sono mai una minaccia, ma compagni di giochi dei bimbi festanti. Zoppi ammette l'esistenza del "Palazzo", sia esso una chiesa o una casa patronale, ma i suoi ragazzi non si curano del padrone. Egli è lontano rinchiuso nella sua casa ed i giochi dei piccini si compiono lo stesso, lontano dal "Palazzo". Le Opere di Zoppi hanno avuto negli ultimi tempi una evoluzione. Adesso il Palazzo non fa più paura ed i suoi ragazzi non solo azzardano ad avvicinarsi, ma ci giocano addirittura dentro. Lo spirito di questo Artista è davvero imprevedibile. La maturità consiglierebbe prudenza, ma egli andando avanti negli anni sembra diventare sempre più intraprendente, non per incoscienza, ma perchè nonostante tutto egli ha fiducia negli uomini e nella vita.



Giuseppe Capozza
(Dirigente - Appassionato di Arte Naif - Reggio Emilia)


Una Dolce Alchimia della Memoria

Giuliano Zoppi è un raffinato equilibrista che si muove con il cielo dei ricordi felici nelle tasche e intesse la meraviglia del sogno con i fili preziosi della memoria. Forte di uno sguardo e di un passato a lungo nutriti con l’olio della saggezza, egli ha capito che uno dei pochi modi di sfuggire “l’oscuro castigo di esistere”, non è di negare la realtà, bensì di trasformarla. Nei suoi lussureggianti dipinti, spesso i personaggi non incontrano mai lo sguardo di chi osserva, perchè chi osserva è già dentro il quadro con loro a divertirsi, a festeggiare, ad accogliere la serena e gioiosa disponibilità all’incanto e al sogno. Con grande padronanza di impostazione tecnica e visiva egli esalta l’utilità suprema della fiaba, dell’inaspettato, della metamorfosi . I suoi dipinti si abbandonano alle onde creative di reminiscenze di un passato felice: l’infanzia, che per alcuni fortunati come lui, che ha saputo coglierne ogni battito di cuore, è stata uno sfondo d’oro, una colonna sonora armoniosa. Lui stesso afferma che nella sua mente riaffiorano a poco a poco gli echi sepolti dei ricordi dell’infanzia ed è da lì che suoi dipinti prendono forma e corpo prima ancora che sulla tela. Si tratta sicuramente di un passato accresciuto e idealizzato nel tempo, dagli aloni della nostalgia. Ma una nostalgia bonaria e affascinante che mai cede al rimpianto, allo sconforto, alla rinuncia e che diventa sorprendente emanazione di un lirismo confortante e rassicurante: il cammino non ci è sbarrato. Abbiamo ancora la pittura, la musica, la poesia. E Giuliano lo ha capito diventando un pellegrino di luce, un cavaliere della fantasia che vive in un mondo reale e fantastico al contempo, sapendo penetrare e dosando perfettamente quella sorta di meravigliosa serendipità, che nulla ha a che spartire con l’orrore quasi comico, la grigia nuvolaglia, del nostro quotidiano.





Monica Borettini
(Scrittrice-Poetessa - Parma)


A Giuliano Zoppi

S'è ormai “sfilacciato” nella memoria, il tempo del mio incontro con Giuliano Zoppi, ne è rimasto un ricordo labile negli accadimenti seppure ancora intenso nelle sensazioni. Fervori, entusiasmi, scoramenti, confronti, dispute condivise sulla pittura. Tele, supporti d'altro materiale, colori, pennelli, carboncini, olio di lino, trementina : odori, profumi, emozioni! La pittura che sgorga copiosa da Giuliano; tutto il resto viene dopo, passa in second'ordine, sminuisce; anche il tempo perde il suo spessore. Dentro di Lui, giovane uomo, di primo acchito riservato fino ad un riflesso di rudezza, il prorompente bisogno di rivelarsi, raccontarsi, colloquiare. Neppure un'istante, in lui, la supponenza del “doceno” ; la protervia del circuire, ingannare, prevaricare; semplicemente ed in modo chiaro, diretto, la necessità di parlare, vivere, sognare. Il suo linguaggio? , la pittura. Le emozioni del suo essere pittore sono poi le emozioni “dell'età felice” di ciascuno di non troppo spesso, volutamente ed inconsciamente, relegate nell'oblìo. Sono felice che la pittura lo abbia ammaliato poiché qualsivoglia altra “arte” avrebbe potuto rapirlo tanto incontenibile era in lui la sua libertà di Artista. L'ho accompagnato fin da subito, a due grandi, nobili, figure della nostra cultura tradizionale : il folaio ed il burattinaio. Artisti rari e preziosi che da semplici figure di legno, di cartapesta o create dalla sua parola, magari sgraziate poiché in tutti noi si nascondono parimenti bellezza e “sgrazia”, cavano e riportano vivo il mondo da cui proveniamo; non solo ricordi commossi ma valori, regole, sentimenti, rispetti, coraggi, rinunzie, dolori: la vita dell'Uomo. Ciò che ci siamo inventati oggi, o che subiamo, è, forse, virtuale, irreale, senza un limite, fuori portata e ci fa incattivire, ci toglie la serenità, ci intristisce, al fine ci distrugge. In Giuliano pittore non è così: non cerca il limite umano ma si lascia affascinare dall'infinito. La sua pittura lo rivela. I suoi dipinti sono il “palcoscenico” su cui pulsa la vita di un luogo; l'apparente staticità delle singole figure crea uno straordinario, composto, movimento non frenetico, non isterico, non prevaricatore; sereno. Quel luogo così accuratamente riprodotto non è, in realtà, mai circoscritto: è il suo, come può essere il nostro. L'artista ci dà la possibilità di appropriarcene, di entrare in scena, di essere protagonisti della sua e della nostra “storia” quotidiana. Straordinario ! Nelle sue piazze, nelle sue aie, nella campagna, il lavoro, le fatiche, le gioie; nelle sue case, nei borghi, nelle “ville” la legittima aspirazione al miglioramento; nelle sue chiese, nelle maestà, nei cortei religiosi la fede, la fiducia nell'Essere superiore; nei suoi cieli, mai deserti, il sogno indispensabile dell'Uomo. Confesso che, a suo tempo, ho insistito, perchè esplorasse nuovi linguaggi espressivi ma Lui non ha voluto farlo. Paura, pudore? Non so ma, per certo, so che vive in Giuliano, una magnifica “inquietudine” che lo fa artista e che lo mostra, a tratti, cordialmente affabile o stridentemente scorbutico; sempre vero. Un pittore che non necessita di svendersi ne vendersi, che gusta per lungo tempo il piacere di ogni sua Opera dalle quali non si distaccherebbe mai, che si concede poco alla volta secondo ritmi ormai desueti. Mi rendo conto, adesso, di avere detto molto poco dei quadri di Giuliano; ho voluto cogliere briciole del suo spirito artistico per rivelarne l'anima. Mi perdonino l'Artista e il lettore. Mi piace continuare questa”danza” di sensazioni. Come non pensare, davanti alle sue Opere, al “circo” di George Seurat, raffinato, coltissimo, meditativo e scrupolosissimo nella preparazione e nella realizzazione dei suoi lavori; all'esoterismo di Henri Rousseau (il doganiere) solo apparentemente ingenuo, costruttore di mondi sempre nuovi e fiabeschi ma, in realtà, severo critico nei confronti di una società troppo convenzionale ed inaridita; c'è un'Opera di Edward Munch che non riesco a separare dalle tele di Giuliano: è “La danza della vita” dove solitudine, amore, difficoltà nel rapporto fra i sessi si mischiano alla mancanza d'etica e di coraggio della società di allora. Allora come oggi: gli artisti ci ammoniscono. Il Novecento di Giuliano è “la gioia di vivere” di Henry Matisse in cui realtà e sogno si miscelano in un gioco di contrappunti cromatici vivaci e vibranti; i campanili, le torri del nostro Giuliano, sono la “torre Eiffel” di Robert Delaunay: preghiera, invocazione, aspirazione; Giuliano come Marc Chagall, superbo interprete di una realtà onirica e fantastica filtrata rielaborata, fatta rivivere attraverso il ricordo e la memoria; di Giorgio De Chirico, di Carlo Carrà, dei metafisici ha carpito e fatte sue la forza comunicativa e la provocazione del pensiero. Superate, superiamo la tecnica del colore, nicchie dell'oggi, temporanee e non innate. Delle grandi composizioni sceniche di Giotto, le scarne, essenziali, ricche di spiritualità di Ambrogio Lorenzetti, delle scene rurali e popolaresche di Pieter Bruegel (il vecchio), del magico ed alchemico Hieronymus Bosch fino alla “computer art” di Toy Stories (Disney). C'è tutto questo nell'anima artistica di Giuliano Zoppi pittore di semplice pennello, di grande raffinatezza, di paziente tenacia. C'è ancora e tanto di più che ribolle nel suo “spirito”, e lui ne è alla ricerca perchè ne avverte la “tumultuosità” . Ne sono certissimo : Giuliano tutto questo lo racconterà con i suoi colori e ne sarà lungamente felice; e noi con lui.


Mario Gherardi
(Pittore -Appassionato d'Arte - Sindaco - Parma)


Critica Dott. Brane Mijatovic - Serbia

Giuliano is for me a very accurate, technically perfect painter with a strong imagination, positive attitude, fantastic sense of detail, lush and always positive imagination ... paintings are a true reflection of his always cheerful, restless, temperamental spirit and power of perception of the environment and reality. . the true Italian .. I never personally met him ....Be still you , do not change yourself ... Thank you Giuliano ....I have his picture...

Brane Mijatovic
( Collezionista ed Estimatore d'Arte - Subotica Serbia)


Giuliano Zoppi

wurde 1955 in der italienischen Provinz Piacenza geboren und lebt heute in Parma. Er hat schon als kleiner Junge am liebsten gemalt, absolvierte aber zunächst ein technisches Studium. Er ist absoluter Autodidakt und hat doch eine geradezu perfekte Technik entwickelt. Mit unvergleichlichem Stil, Leidenschaft und Humor malt er italienische Gebäude, Städte, Türme, Menschen, Märkte, Fantasiegestalten, fliegende Engel, Geister und Elfen, umherziehende Musikanten, Artisten, Gaukler und vieles mehr. Er hat Humor und eine großartige Beobachtungsgabe sowie einen gewissen Hang zum Surrealismus. Seine Bilder wurden und werden mit großem Erfolg auf der ganzen Welt gezeigt, sind in unzähligen Privatsammlungen und anerkannten Galerien zu finden und sogar in einigen Museen.



Debora Gutman
(Direttrice Galerie Gutman-Art - Berlino)


La ilusión, la alegría y el divertimento.

Mi querido amigo Giuliano Zoppi nos hace partícipes de este bello cuadro, de estilo naif, en el que la ilusión, la alegría y el divertimento constituyen el eje principal de la escena. Su personalidad, dada su gran calidad humana, es arrolladora; sabe transmitir, con el estilo de la ingenuidad, la gran importancia de la sencillez y bonhomía, como valores para la buena convivencia,
Gracias querido Giuliano por dejarme compartir tu magia con mis amigos.



Rafael Ceballos
(Critico d'Arte - Madrid)